Il papa di Mattia e quel bambino di cui ci sentiamo tutti genitori




Oggi siamo tutti Tiziano, il papà di Mattia, quel bimbo di 8 anni ancora disperso nell’alluvione delle Marche, la bomba d’acqua che ha seppellito paesi e villaggi portandosi via un pezzo di storia e la vita di dieci persone. Le sue parole ci dilaniano, ci disintegrano. “Vorrei ribaltare ogni tronco - dice-ogni filo d’erba per ritrovare Mattia. L sera di quella tempesta quando ho perso mio figlio un carabinieri mi ha detto di allontanarmi perché’ rischiavo la vita. Gli ho risposto che non ho più’ nulla da perdere perché la mia vita e’ quel bambino”. Ecco quelle parole a me hanno impressionato, perche’ nonostante la morte la tragedia abbia colpito una comunita’, decine di famiglie, le parole di un padre, il suo amore disperato struggente per quella creatura che non trova, di cui ha recuperato soltanto una felpa, ci riporta alla vita, ci unisce nel significato più profondo di famiglia che alla fine è il posto dove l’amore non finisce mai, al massimo si moltiplica.






Forse in questo momento non ce la sentiamo nemmeno di indignarci per la catena di errori commessi in questa vicenda, le previsioni sbagliate, l’allerta mancata, i soldi per mettere in sicurezza i torrenti mai spesi. Ci sara tempo per parlarne ma oggi le parole di questo papà lasciano il resto sullo sfondo, col cuore gonfio di pena ci fanno sentire parte della sua battaglia. Tifiamo per lui, per ritrovare Mattia, in qualunque modo, oggi quel bambino è come se fosse il figlio di tutti noi

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