Non avrò altro Dio all'infuori di Tik Tok

La politica scopre i social e li mette al primo punto dell'agenda


Tik Tok


Lo confesso. Credo che sia la campagna elettorale più noiosa della terra e soprattutto la più vuota, la meno aderente alla realtà, la meno vicina ai problemi veri della gente. Sento politici in tv che si esaltano perché sono sbarcati su tik tok, convinti di avere agguantato la pietra filosofale del consenso. "Finalmente parliamo ai giovani", dicono, mentre i giovani forse se ne strasbattono di loro - impegnati come sono a pensare ad altro - mentre gli elettori classici a cui quei politici si dovrebbero rivolgere con argomenti più seri di tik tok - forse hanno già cambiato canale. Anche io sono su Tik Tok, lo uso per comunicare e qualche volta - poco - per giocare ma lo prendo come prendo tutti i social, un momento di evasione, un divertissement, come dicono i francesi. Per questo trovo incredibile che con tutti i problemi che abbiamo l'agenda politica di questo paese metta al primo posto i social. Ci sono le bollette che aumentano, il gas che manca, milioni di famiglie in difficoltà, centinaia di posti di lavori a rischio. Chi la fortuna di andare in tv di quello dovrebbe parlare. A parte qualche rara eccezione avete sentito qualcuno che metta sul tavolo soluzioni concrete per non arrivare in braghe di tela alla fine dell'anno? Io no.



Al contrario ho sentito slogan vecchi di dieci anni, promesse fumose e irrealizzabili, ho sentito politici smontare coalizioni, tessere nuove alleanze o passare da un partito all'altro per puro istinto di sopravvivenza. Magari hanno ragione loro, magari milioni di visualizzazioni su tik tok valgono milioni di voti, ma a naso escludo che dopo il 25 settembre qualche politico avrà voglia di festeggiare con un balletto la fine della sua carriera politica. E magari chissà finalmente, forse, torneremo a parlare di cose serie.


Lascia un commento




8 visualizzazioni0 commenti